Linee guida, metodo di lavoro e strumenti operativi per mettere a punto un piano di conservazione programmata

 

Sulla base dei documenti elaborati precedentemente in questa sezione e dopo un’analisi delle criticità e dei fattori di rischio più diffusi all’interno dei complessi dei Sacri Monti, le Linee Guida proporranno un metodo di lavoro e una serie di strumenti operativi in grado di guidare le fasi di progettazione di un piano di conservazione programmata.

Il modello comprende procedure – chiare ed essenziali – per:

  • la descrizione del sito (significato culturale, aspetti gestionali, principali rischi che ne minacciano la conservazione nel tempo);
  • l’individuazione delle priorità di intervento (azioni da intraprendere a breve, medio e lungo termine);
  • l’esecuzione delle azioni previste;
  • la progettazione del piano di controllo e di manutenzione (quali interventi eseguire, come, da chi, con quale periodicità);
  • le modalità di raccolta e gestione della documentazione.
  • le Linee Guida illustrano, in modo chiaro ed essenziale, come affrontare:
  • la descrizione del sito (significato culturale, aspetti gestionali, principali rischi che ne minacciano la conservazione nel tempo);
  • l’individuazione delle priorità di intervento (azioni da intraprendere a breve, medio e lungo termine);
  • l’esecuzione delle azioni previste (conservazione preventiva, stabilizzazione, restauro);
  • la progettazione del piano di controllo e di manutenzione (quali interventi eseguire, come, da chi, con quale periodicità);
  • le modalità di raccolta e gestione della documentazione, prestando particolare attenzione all’ottimizzazione delle risorse disponibili (monetarie, materiali, umane).

Linee guida, metodo di lavoro e strumenti operativi per mettere a punto un piano di conservazione programmata – Glossario

Questo glossario illustrato contiene i termini usati per descrivere i materiali costitutivi, gli interventi precedenti e i fenomeni di degrado relativi a materiali lapidei e superfici decorate dell’architettura (pitture murali, stucchi, graffiti, intonaci).
Il glossario è volutamente snello in quanto dovrà servire, come menù a tendina di un sistema informatico o come parte di una scheda di rilevamento, per registrare le osservazioni svolte dai professionisti durante i controlli periodici dello stato di conservazione di un bene. Questo glossario non è stato pensato per supportare un’analisi dettagliata delle caratteristiche tecniche e dello stato di conservazione dei beni del patrimonio immobile, per questi lavori si rimanda ai più dettagliati glossari esistenti quali quelli di seguito indicati che sono stati il riferimento principale da cui sono state tratte le definizioni proposte.

Documento di sintesi del quadro normativo

Il piano di conservazione programmata del patrimonio culturale e ambientale, mira a mettere a punto un metodo di lavoro e strumenti operativi in grado di guidare le committenze, gli enti di gestione e di controllo e i professionisti a sviluppare un piano di conservazione programmata del patrimonio culturale improntato sui princìpi della sostenibilità, con una visione a lungo termine degli interventi previsti e ottimizzando le risorse disponibili.

Un piano di conservazione programmata prevede in modo unitario l’insieme degli interventi sui singoli beni (conservazione preventiva, monitoraggio e manutenzione, interventi di conservazione e restauro) e sull’ambiente che li circonda in modo da fornire una guida per una cura del patrimonio culturale costante e regolare nel tempo.

In questa sezione viene proposto un documento di ricerca e analisi della normativa in vigore europea, italiana e svizzera sugli interventi di conservazione dei beni culturali;  di analisi della terminologia codificata per indicare le operazioni di conservazione e i fenomeni di degrado (tipo EN-15898:2011 e ICOMOS); di analisi di linee guida e documenti sull’approccio metodologico alla conservazione redatti da enti sovranazionali come l’UNESCO, ICOMOS, ICCROM o da altre istituzioni rivolte alla protezione dei beni culturali e ambientali (English Heritage, Canadian Conservation Institute, Getty Conservation Institute); di analisi di modelli di gestione e di buone pratiche esistenti in altri contesti italiani o stranieri (da confrontarsi e integrarsi con le esperienze dei Sacri Monti piemontesi, lombardi e svizzeri). La valutazione dell’applicazione dei disposti normativi vigenti si è rilevata utile per proporre l’armonizzazione di strumenti e procedure amministrative per migliorare gli aspetti di ordine pratico e gestionale.

Specificità dei Sacri Monti e problemi conservativi ricorrenti

I Sacri Monti rappresentano dei complessi di valore ambientale, architettonico e artistico ideati in contesti di elevato interesse paesaggistico e dotati altresì di un particolare significato devozionale e simbolico. Una delle caratteristiche principali dei Sacri Monti consiste, infatti, nella complementarietà fra lo spazio esterno, l’ambiente naturale e le architetture. Grazie ad un’intensa attività di ricerca, è stato possibile evidenziare i problemi conservativi ricorrenti e i rischi comuni a cui sono esposti questi complessi: danni connessi alla tipologia dei materiali, alle tecniche di lavorazione e costruzione, alla contiguità della vegetazione, che il piano di controllo e manutenzione programmata mirerà a prevenire, per evitare la perdita di valore del bene culturale.

Il Documento di sintesi sulle specificità dei Sacri Monti e i problemi conservativi ricorrenti offre un’esamina dei problemi sia connessi alla collocazione ambientale delle cappelle dei Sacri Monti, che alla mancanza di cure costanti, affrontando in modo sistematico il tema della conservazione programmata.