Il Modulo 1 “L’ambiente culturale” è sul canale You Tube del progetto

Il Primo Modulo Formativo è online sul canale YouTube del progetto.

Buona visione!

Riprogrammati i moduli 5 e 9 del percorso formativo “Tecniche e strumenti per la manutenzione, strategie per la gestione, valorizzazione e promozione sostenibili dei Sacri Monti e dei Beni Culturali”

Il modulo 5″ Problemi ricorrenti” è stato riprogrammato in data 15 settembre dalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 17:00.

I docenti: F. Piquè, M. Volinia, M. Santella

Il modulo 9 “Protocollo di ispezione – Manutenzione programmata – Data Base” è stato programmato in due giornate formative: 23 settembre e 5 ottobre, dalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 17:00.

I docenti: A. Osello, M. Del Giudice, A. Lingua, F. Matrone, E. Colucci, G. Ventura, E. Iacono

Se sei interessato scarica il modulo e invia il modulo compilato a INTERREG@ARTIGIANI.IT

Interreg-MAIN10ANCE_2020_A4

IL PROGETTO INTERREG V-A ITALIA-SVIZZERA “MAIN10ANCE” APRE LE PORTE DEI SACRI MONTI: ORSELINA – GHIFFA

Il progetto Interreg MAIN10ANCE ha come obiettivo quello di creare un piano di manutenzione programmata dei complessi architettonici dei Sacri Monti al fine di valorizzare il sapere costruttivo tradizionale e l’impiego di materiali e maestranze locali. Attraverso la gestione di cantieri sperimentali, si è ricercato un metodo di lavoro volto alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio culturale che fosse economicamente sostenibile e replicabile.

Nell’intento di condividere i risultati delle ricerche, le tecniche di diagnosi e recupero utilizzate nei cantieri sperimentali, i partner del progetto MAIN10ANCE presenteranno le attività svolte e i risultati ottenuti durante due prime giornate “a porte aperte”, che si svolgeranno presso i Sacri Monti di Orselina e Ghiffa. Istituzioni, professionisti, cultori della materia, studenti e privati cittadini, sono invitati all’evento che consentirà un diretto confronto con il gruppo di ricerca e i partners di progetto.

SAVE THE DATES:

  • 25 settembre – Sacro Monte di Orselina
  • 9 ottobre – Sacro Monte di Ghiffa

Se sei interessato a partecipare compila il modulo di partecipazione

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSd9CY1eo-nSslpUyTh5Q9guiKumLf9wk-G510BeK361CE2ohg/viewform

Modifica all’8° modulo “Pietre e rocce ornamentali” del percorso formativo organizzato nell’ambito del Progetto Interreg MAIN10ANCE

Il modulo formativo 8 ” Pietre e Rocce ornametali” , che si terrà martedì 22 giugno dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 14.00 alle 17.00, ha subito delle piccole variazioni.

Il titolo dell’8° modulo diventa: ” Pietre ornamentali e apparato decorativo interno: l’approccio interdisciplinare per lo studio della Cappella 1 del Sacro Monte di Varallo“.

I docenti saranno:

M. Gomez Serito, A. Grazzini, D. Russo, A. Raffo, M. Demmelbauer, L. Appolonia, A. Piccirillo.

E’ possibile iscriversi al modulo inviando il modulo di partecipazione (scaricabile nella sezione “La formazione per gli operatori“) a interreg@artigiani.it.

Cappella di Abramo del Sacro Monte di Ghiffa: terminati i lavori di risanamento conservativo della copertura.

È terminato il cantiere sperimentale del progetto Interreg MAIN10ANCE che ha riguardato il risanamento conservativo del sistema di copertura della Cappella di Abramo del Sacro Monte di Ghiffa.

Il Sacro Monte di Ghiffa è situato lungo le pendici boscose del monte Cargiago, sopra l’abitato di Ronco. Prima della costruzione del Sacro Monte, in tale sito era presente un edificio di culto, ma solo tra il 1605 ed il 1617 fu costruito il nuovo santuario che, tra il 1646 ed il 1659, fu completato con la costruzione del campanile.

Il Sacro Monte di Ghiffa è caratterizzato dalla presenza di tre cappelle: quella dell’Incoronazione della Vergine, eretta nel 1647; quella dedicata a San Giovanni Battista, costruita nel 1659; quella detta Cappella di Abramo, oggetto di intervento, che fu realizzata tra il 1703 ed il 1722.

Ricordando gli interventi di restauro eseguiti negli anni, agli anni ’60 risale il primo rifacimento del manto di copertura originario della Cappella di Abramo, caratterizzato dalla realizzazione di un sistema di copertura particolarmente leggero, l’inserimento di una struttura spingente a colmo e l’eliminazione delle capriate. Questa operazione ha portato, nel tempo, una serie di dissesti che hanno reso necessario un ulteriore intervento negli anni ’90. Dal 1992 al 1997 si sono svolte le più importanti operazioni di restauro della Cappella, consistenti nel legare orizzontalmente la muratura portante e nella ricostruzione della carpenteria affinché non andasse a produrre macro azioni “spingenti” all’esterno della pianta dell’edificio. Inoltre sono state isolate staticamente la lanterna dal sostegno della copertura, eseguita la posa di un manto in piode di recupero aventi geometrie non consone alla copertura da realizzare, eseguita la posa della lattoneria in rame, l’integrazione di un pennone mancante della lanterna, la reintegrazione e il restauro di intonaci e gronde.

A causa di evidenti segni di degrado del manto di copertura, dopo vent’anni dall’ultimo intervento è stato necessario un ulteriore intervento di ripristino, che ha consistito nelle seguenti operazioni:

  • Cambio manto con sostituzione degli elementi di carpenteria secondaria e maggiorazione della sezione degli stessi. Cambio manto di copertura del portico d’ingresso e della lanterna. (Per tali interventi si è previsto il recupero del 50% del materiale esistente e per la restante parte l’integrazione con “Beola”).
  • Esecuzione di un intervento strutturale: mantenimento della carpenteria primaria dopo aver verificato che la carpenteria esistente possa reggere il carico maggiore e “piastratura” con elementi in acciaio dei nodi sensibili;
  • Modifica della foggia della carpenteria secondaria esistente in corrispondenza del terzo sommitale dei quattro impluvi con l’obiettivo di ricostruire la porzione di copertura anticlastica e saldare il manto al tamburo inferiore della lanterna;
  • Esecuzione di ulteriori operazioni di manutenzione del tetto, quali: realizzazione di un sistema di accesso al tetto tramite “abbaino” esterno, posa di scala in legno interamente al sottotetto e installazione in copertura di circa trenta dispositivi di ancoraggio della tipologia a fune ad anima metallica;
  • Pulitura del sottotetto;
  • Modifica parziale della lattoneria.

In relazione alla lanterna, sono stati previsti i seguenti interventi:

  • Stilatura dei giunti della lanterna e risanamento degli elementi metallici presenti;
  • Cerchiatura del pilastrino litico centrale poiché fessurato;
  • Stilatura dei giunti degli archi strutturali portanti;
  • Realizzazione della fascia d’intonaco del tamburo esterno, in funzione di giunto fra la copertura e lo sviluppo superiore della lanterna.

Altre lavorazioni che hanno interessato la Cappella di Abramo sono state il rifacimento degli intonaci esterni e ripristino della pavimentazione del portico d’ingresso.

Il nuovo manto di copertura è stato concepito come un organismo nato per durare e con l’obiettivo di ricomporre l’immagine della cappella secondo le proporzioni originarie.

I lavori sono stati interamente finanziati dal Programma Interreg MAIN10ANCE [programma di Cooperazione Interreg V-A Italia-Svizzera attraverso il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) Asse 2 – Valorizzazione del patrimonio naturale e culturale] per un importo di euro 105.764,21, l’importo è comprensivo di IVA. I lavori sono stati eseguiti dalla Ditta Traglio Emanuele e sotto la direzione lavori dell’Architetto Andrea Scotton.

Il progetto Interreg MAIN10ANCE ha come obiettivo valorizzare il sapere costruttivo tradizionale e l’impiego di materiali e maestranze locali partendo dall’esperienza dei complessi monumentali dei Sacri Monti piemontesi. Intende inoltre proporre un metodo di lavoro per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale che sia sostenibile economicamente, replicabile, capace di responsabilizzare istituzioni, comunità, professionisti e possa così contribuire a rilanciare il territorio transfrontaliero (Italia-Svizzera).

Comunicazione IMPORTANTE: Rinvio modulo 5 “Problemi ricorrenti” e modulo 6 “Gestione del giardino storico e del patrimonio naturale in un complesso monumentale”

A causa di sopravvenuti impedimenti vi comunichiamo che il modulo 5 “Problemi ricorrenti” e il modulo 6 “Gestione del giardino storico e del patrimonio naturale in un complesso monumentale” non saranno tenuti, rispettivamente, il 17 marzo 2021 e il 16 aprile 2021 ma saranno rinviati a data da destinarsi.

Non appena possibile pubblicheremo nuove informazioni circa le nuove date degli incontri.

Incontri di formazione “Tecniche e strumenti per la manutenzione, strategie per la gestione, valorizzazione e promozione sostenibili dei Sacri Monti e dei Beni Culturali” – Il corso è composto da dieci moduli formativi per un totale di 72 ore

MODULO 1: 6 ore – 12/01/2021    10.00 – 13.00 & 14.00 – 17.00

L’ ambiente culturale
Docenti
E. De Filippis | L. Fecchio | E. Piccoli | M. Zerbinatti

MODULO 2: 6 ore – 25/01/2021    08.30 – 14.30

La manutenzione di siti edificati complessi
Docenti
F. Piqué (2 ore) | E. De Filippis (2ore) | I. Massari (2 ore)

MODULO 3 – 12 ore     09/02/2021 | 23/02/2021    10.00 – 13.00 & 14.00 – 17.00

I sistemi di copertura storici
Docenti
M. Zerbinatti, S. Fasana (2 ore) | E. De Filippis (2 ore) | A. Grazzini (2 ore) | A.
Scotton, P. Mafrici, V. Strambo (6 ore)

MODULO 4: 6 ore – 03/03/2021    10.00 – 13.00 & 14.00 – 17.00

La manutenzione di siti edificati complessi
Docenti
A. Massari (4,5 ore) | G. Ciuffo, A. Baldioli, P. Pasini (1,5 ore)

MODULO 5: 6 ore – 17/03/2021    10.00 – 13.00 & 14.00 – 17.00

Problemi ricorrenti.
Docenti
M. Santella, F. Pique (2 ore) | Pique (2 ore) | M. Volinia (2 ore)

MODULO 6: 6 ore – 16/04/2021    10.00 – 13.00 & 14.00 – 17.00

Gestione del giardino storico e del patrimonio naturale in un complesso monumentale
Docenti
L. Mandelli, M. Posillipo, A. Aschieri, C. Fruscione – Durata 2 ore
A. Aschieri, F. Caretti – Durata 1 ora – C. Fruscione, D. Baridon, L. Fantini,
A. Maccioni – Durata 2 ore – C. Fruscione, L. Fantini. – Durata 1 ora

MODULO 7: 6 ore – 12/05/2021    10.00 – 13.00 & 14.00 – 17.00

Le finiture a vista. Le superfici tinteggiate.
Docenti
A. Jornet, M. Zerbinatti, G.A. Elia, K. Zanetti

MODULO 8: 12 ore –   22/06/2021    10.00 – 13.00 & 14.00 – 17.00

Pietre e rocce ornamentali
Docenti
M. Gomez Serito, L. Appolonia (4 ore) | M. Nervo, A. Grazzini (2 ore)

MODULO 9: 12 ore Settembre 2021   10.00 – 13.00 & 14.00 – 17.00

Protocollo di ispezione – Manutenzione programmata – Data Base
Docenti
A cura del gruppo di ricerca del Politecnico di Torino. A. Lingua e A. Osello

MODULO 10: 6 ore – Ottobre 2021    10.00 – 13.00 & 14.00 – 17.00

Promozione – valorizzazione
Docenti
A cura del gruppo di ricerca UPO – P. Seddio

Se sei interessato scarica il modulo e invia il modulo compilato a INTERREG@ARTIGIANI.IT

Sacro Monte di Varallo: terminati i lavori di risanamento dall’umidità delle cappelle 10,18,20-21-22 e 36

Negli ultimi vent’anni è stato effettuato un complesso lavoro di studio dello stato di conservazione delle cappelle del Sacro Monte di Varallo danneggiate per effetto dell’umidità che in tanti casi si disperde nel terreno e risale per capillarità nelle murature internamente affrescate.

E’ stato incaricato di questa campagna diagnostica uno staff molto specializzato nel risanamento dall’umidità degli edifici storici, guidato dall’Ing. Ippolito Massari che ha lavorato in Europa ed è stato chiamato anche in Cina.

Per le cappelle di Varallo lo staff ha consigliato interventi di varia entità e tipologia che possono fungere da modello per un programma di conservazione preventiva e programmata dei Sacri Monti e di altri complessi monumentali simili o di singoli edifici storici realizzati con analoghe tecniche costruttive.

Il progetto è stato redatto dal raggruppamento temporaneo dei professionisti Architetti Gianfranco Ciuffo, Andrea Baldioli e Pietro Pasini, sulla base della tipologia di intervento indicata dall’Ing. Massari, ed è stato appaltato alla ditta Angelo Montanari.

I professionisti hanno redatto il progetto studiando accuratamente la situazione durante le giornate di pioggia per capire dove si creavano ampi ristagni dovuti al non corretto deflusso dell’acqua piovana.

Le operazioni di scavo durante il cantiere hanno consentito di studiare i sottoservizi esistenti individuando pozzetti e attacchi d’acqua non dichiarati che hanno affinato il progetto in corso d’opera.

Naturalmente le nuove cunette di raccolta delle acque e le zone nuovamente pavimentate hanno previsto l’uso di materiali locali con caratteristiche materiche analoghe ai materiali in opera.

Per la piccola zona che è stata pavimentata ex novo per convogliare correttamente e smaltire l’acqua piovana è stata scelta una boccetta tonda per i percorsi che collegano le cappelle e un’altra a spacco per la superficie circostante.

Di fondamentale importanza è risultato il lavoro svolto dall’impresa esecutrice che ha operato con grande cura e attenzione alle tecniche di posa tradizionali.

Il cantiere si è concluso nel mese di settembre.

I lavori sono stati interamente finanziati dal Programma Interreg “MAIN10ANCE” [programma di Cooperazione Interreg V-A Italia-Svizzera attraverso il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) Asse 2 – Valorizzazione del patrimonio naturale e culturale] per un importo di euro 53.708,02 comprensivo di IVA.

Cappella 18 “La resurrezione di Lazzaro” del Sacro Monte di Varallo: terminati i lavori di manutenzione straordinaria e di risanamento conservativo della copertura.

E’ terminato il secondo cantiere sperimentale del progetto Interreg “MAIN10ANCE” che ha riguardato il rifacimento della copertura della cappella 18 “La resurrezione di Lazzaro”.

Nei regolari controlli dei tetti delle cappelle del Sacro Monte di Varallo che l’Ente Gestione Sacri Monti fa eseguire da anni da un artigiano specializzato nelle tecniche tradizionali di costruzione dei tetti in piode sono emersi alcuni indizi del degrado della copertura di questa cappella. Di qui la scelta di intervenire.

L’edificio è stato costruito a fine Cinquecento ed ospita all’interno un gruppo di statue in stucco e in terracotta a grandezza naturale del medesimo periodo che illustrano la scena della Resurrezione di Lazzaro. Sulle pareti interne sono dipinti i personaggi che all’epoca del racconto evangelico assistevano o partecipavano all’evento.

Il restauro del tetto mira a garantirne la stabilità del manto e la resistenza alle infiltrazioni di acqua meteorica per evitare danni alle pareti affrescate ed alle sculture interne.

L’intervento in primo luogo ha visto la rimozione di tutte le piode così da poter verificare lo stato dell’orditura primaria e secondaria, di cui circa il 30 % è stata sostituita. Poi sono state riposizionate le beole che si presentavano in un buono stato di conservazione, integrandole dove necessario con beole di recupero.

Con l’occasione è stato posizionato un sistema anticaduta (linee vita) che consentirà lo svolgimento delle future operazioni di manutenzione ordinaria del tetto in totale sicurezza.

Una seconda parte del lavoro ha interessato il consolidamento del cornicione mediante l’utilizzo di materiali idonei, ricostruendo gli spigoli, sigillando le crepe e stuccando le lacune.

Nel contempo è stata restaurata e messa in sicurezza la cuspide in pietra e metallo presente sulla sommità del tetto, instabile e molto usurata per la presenza di crepe e lacune nella parte lapidea e di ruggine negli elementi decorativi metallici del pennacchio.

Il progetto è stato redatto dagli arch. Sara Fasana e Francesca Sernia.

I lavori sono stati interamente finanziati dal Programma Interreg “main10ance” [programma di Cooperazione Interreg V-A Italia-Svizzera attraverso il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) Asse 2 – Valorizzazione del patrimonio naturale e culturale] per un importo di euro 49.222,02 per il rifacimento del tetto dell’edificio, che è stato realizzato dalla ditta Strambo Vittorio, e di euro 11.972,14 per il restauro dei cornicioni e della cuspide in pietra e metallo, che sono stati realizzati dai restauratori Pala Lucia Orsola e De Dominici Jacopo. Entrambi gli importi sono comprensivi di IVA.

Questo progetto Interreg ha come obiettivo quello di valorizzare il sapere costruttivo tradizionale e l’impiego di materiali e maestranze locali e partendo dall’esperienza dei complessi monumentali dei Sacri Monti piemontesi intende proporre un metodo di lavoro per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale che sia sostenibile economicamente, replicabile, capace di responsabilizzare istituzioni, comunità, professionisti e possa contribuire a rilanciare il territorio transfrontaliero (Italia-Svizzera).

Sacro Monte di Varallo concluso il primo cantiere sperimentale: lavori di risanamento conservativo del lanternino della cappella 36

Si è concluso il primo cantiere sperimentale del progetto Interreg “MAIN10ANCE” che ha riguardato il restauro del lanternino della cappella 36 “ La salita al Calvario” del Sacro Monte di Varallo.

Durante i controlli regolari effettuati tutti gli anni da un restauratore nelle cappelle del Sacro Monte di Varallo era stata notata la presenza, sul pavimento della cappella della Salita al Calvario (n. 36), di frammenti e scaglie di intonaco provenienti dall’alto.

Il giro annuale di controllo del restauratore ha proprio il compito di controllare lo stato di conservazione dei dipinti e delle statue e di segnalare eventuali emergenze a cui porre rimedio compatibilmente con i fondi disponibili (oltre che di spolverare e conservare decoro e pulizia). Esaminati i frammenti caduti si è pensato che, per fortuna, non provenissero dai dipinti murali di Francesco Mazzucchelli, detto il Morazzone (1602-1615 ca.) ma da una zona non dipinta, presumibilmente il lanternino, cioè il piccolo cilindro in muratura che sormonta la volta per dare luce alla scena della Salita al Calvario.

Il lavoro si è rivelato più semplice di quanto si temesse, ma fondamentale per proteggere affreschi e sculture interne. Lo ha realizzato la restauratrice Silvana Bramante sotto la direzione lavori dell’Architetto Francesca Sernia e si è concluso in 60 giorni. L’operazione più impegnativa è stata il montaggio del duplice ponteggio, per accedere e poter lavorare in sicurezza all’esterno del lanternino, posto sulla sommità del tetto, e contemporaneamente raggiungerlo dall’interno, con un altro ponte. Il montaggio di questa seconda struttura ha operatori specializzati che si sono mossi con prudenza, sotto lo sguardo vigile del restauratore, spostando i tubolari e le tavole fra le statue e sul pavimento in malta. Il ponte ha consentito, a chi ha avuto per lavoro il privilegio di salirvi, di ammirare dall’alto, da un inedito punto di vista, l’affollata scena sottostante, con le statue di Giovanni Tabacchetti, scultore fiammingo attivo al Sacro Monte nell’ultimo decennio del Cinquecento.

Una volta saliti sul ponte si è confermata la diagnosi fatta in precedenza e cioè che la caduta di frammenti di intonaco fosse dovuta ad infiltrazione di acqua dall’esterno. E a questo si è posto rimedio nel corso dei lavori.

Già negli anni Ottanta dell’Ottocento si era riscontrato un problema analogo. I dipinti del Morazzone, erano coperti da spessi strati di sali che avevano in parte intaccato il colore e l’intonaco sottostante. Pensando che il problema fosse dovuto all’umidità delle pareti si era allora avviato, e in ampia parte realizzato, un complesso restauro che aveva staccato gli affreschi dal muro riportandoli su un nuovo supporto in tela e ricollocandoli poi al loro posto. A metà del lavoro, che ha interessato la parete destra e parte di quella di fondo, ci si è invece accorti che i muri perimetrali erano asciutti e l’acqua percolava dall’alto.

La restauratrice a cui è stato affidato l’appalto è intervenuta innanzitutto all’interno ripulendo le superfici da depositi di polvere incoerenti e da diversi microorganismi vegetali, pulendo e trattando con un convertitore di ruggine gli elementi in ferro delle finestre. Ha poi sigillato le fessure fra muratura e stipiti in pietra del lanternino ridando coesione o integrando porzioni di intonaco polverizzate. Ha consolidato gli elementi lapidei che tendevano a disgregarsi. Infine ha tinteggiato con colori tenui la volta del lanternino e le pareti, riprendendo le coloriture già presenti.

All’esterno sono state sostituite e rimosse le grondaie che presentavano rotture, dissaldature e bucature che facevano infiltrare l’acqua piovana. Si è quindi sigillato il raccordo tra il lanternino e il tetto. Operazioni tutte volte ad evitare future infiltrazioni di acqua all’interno della cappella. Analogamente sono state pulite le pareti, intonacate, dipinte poi con una tinta che riprendesse la stesura sottostante e si armonizzasse con i colori degli edifici vicini.

I lavori sono stati interamente finanziati dal Programma Interreg “MAIN10ANCE” [Programma di Cooperazione Interreg V-A Italia-Svizzera attraverso il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) Asse 2 – Valorizzazione del patrimonio naturale e culturale] per un importo di euro 21.250,95 comprensivo di IVA.

Questo progetto Interreg ha come obiettivo quello di valorizzare il sapere costruttivo tradizionale e l’impiego di materiali e maestranze locali e partendo dall’esperienza dei complessi monumentali dei Sacri Monti piemontesi intende proporre un metodo di lavoro per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale che sia sostenibile economicamente, replicabile, capace di responsabilizzare istituzioni, comunità, professionisti e possa contribuire a rilanciare il territorio transfrontaliero (Italia-Svizzera).